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Banchi di suoni GM GS Midi

Cos'è un Banco - .dls - .sf2 - VSC - HC - Sintetizzatore - Cos'è un VSTi - Altri synt

Banco di suoni (definizione)

I"banchi midi", così comunemente chiamati, non sono banchi midi, bensì "banchi di suoni" (Sound Fonts bank); o meglio file banchi di suoni.

Cos'è un "Banco di suoni" 

Questi file,  sono utilizzati per ottenere i suoni "indicati" nel codice che è contenuto dal singolo file Midi.
Questi file banco contengono uno o più suoni campionati di uno strumento "x". Tali campionamenti, solitamente, sono contenuti nel file banco in formato .wav. Da tali campionamenti il processore ricava e struttura le altre note . Come è facilmente comprensibile, più campionamenti di uno strumento (multicampionamento) vi sono nel file banco, migliore sarà la qualità del suono riprodotto dal sequencer midi.
Un file banco, ovviamente, potrà contenere uno o più strumenti musicali.
Un esempio di file banco di suoni (Sound Fonts Bank),  molto comune, è quello con estensione .sf2, introdotto dalla Creative Labs. . Però il file default utilizzato da Windows per far ascoltare i file Midi è quello presente nella subcartella "Drivers" della cartella "System32" di Windows, e chiamato " gm.dls ". (I file con estensione .dls sono semplicemente un altro tipo di sound Font bank). Questo file gm.dls ha una dimensione di poco più di 3 Mb. Molto ridotto per ottenere suoni quantomeno discreti.

Dalla mia esperienza sul campo (creandone appunto un prototipo testato e funzionante di circa 55Mb) ho appurato che per avere suoni sufficientemente apprezzabili, è necessario che il file banco di suoni (contenente i 128 strumenti stabiliti dallo standard GM più i suoni percussivi del canale 10) il file gm.dls debba almeno essere superiore ai 50 Mb (il minimo per cominciare a definire Basi Musicali come tali). Ad esempio per ottenere un suono di "chitarra elettrica" decente (cioè udibile) da un file che contenga SOLO il suono di chitarra elettrica, sono necessari minimo 4 - 5 Mb.

I file banchi di suono solitamente possono essere richiamati direttamente dal sequencer midi (lì dove il programma abbia questa funzione), oppure, se possedete una scheda audio dedicata (es: Sound Blaster Live) mediante apposita utilità (utility).

Eliminando le chiacchiere, consiglio questo sito per scaricare Sound Fonts Bank:
www.sf2midi.com (bisogna registrarsi, ma è gratuito).

Banchi .dls

Quando Microsoft ha aggiornato il DirectX alla versione 6, ha introdotto la possibilità di utilizzare un nuovo modello di SoundFont, Soundbank .DLS,  (con i file che contengono l'estensione .DLS). Since then, every version of Windows now not only installs DirectX 6 or higher, it also installs a default soundfont created by Roland. Da allora, ogni versione di Windows ha una versione sempre più aggiornata DirectX, pertanto ad ogni installazione crea anche un soundfont di default creato da Roland, per appunto il file gm.dls.

Banchi e strumenti .sf2 .sfz .sfArk

Il formato originale SoundFont (.sf) è stato introdotto da E-Mu anni fa (con i file che contengono l'estensione .sbk) e da allora è stato aggiornato, standardizzato, e reso popolare da Creative Labs. With soundfont capabilities inherent in pretty much every Creative Labs sound card now, the original E-Mu specification has been updated to version 2, denoted by the extension .SF2, and has been expanded to better take advantage of the power of the sound card. I SoundFont sono adesso applicati e modificabili praticamente in ogni scheda audio Creative Labs, l'originale .sf è stato aggiornato alla versione 2, indicato con l'estensione .sf2, ed è stata ampliata per sfruttare meglio la potenza della scheda audio.

Originally there wasn't much memory into which to load a soundfont, but now there's much more memory and even the ability to use non-sound card resources to allow for larger soundfonts. In origine (nei primi PC) vi era memoria (RAM) non sufficente in cui caricare un soundfont, ma adesso conle nuove tecnologie c'è la possibilità di espandere la memoria (RAM) in base all'uso e senza alcun limite (o quasi), inoltre c'è anche la possibilità di utilizzare e sfruttare risorse al di fuori della scheda audio per consentire soundfont più grandi. When Microsoft updated their DirectX framework to version 6, they introduced the ability to use a new format of soundfont, DownLoadable Soundbank, or DLS, format soundfonts (with files containing the extension .DLS).

Cos'è un Sintetizzatore 

Il sintetizzatore (abbreviato anche synth dal termine in inglese) è uno strumento musicale facente parte della classe degli elettrofoni capace di generare (appunto sintetizzare) ed elaborare il suono mediante dei dispositivi elettrici ed elettronici (oscillatori, filtri, generatori di inviluppo, amplificatori ecc) che possono essere realizzati secondo la tecnica analogica o digitale. In generale si può dire che l’architettura del sintetizzatore si basa sulla connessione di diversi moduli, ognuno dei quali è specializzato nel produrre, elaborare, amplificare il suono.

Il sintetizzatore nasce negli anni '60 e fu inventato per riunire in un’unica macchina i dispositivi di uno studio di produzione musicale elettronica del tempo, permettendo così al musicista di esprimersi al meglio nella fase creativa e compositiva. Il sintetizzatore è stato messo per la prima volta sul mercato nel 1964 dal Dottor. Robert A. Moog (nome sicuramente di punta nel panorama della musica elettronica) che perfezionò il progetto originale di D. Buchla.

I primi che furono realizzati, utilizzavano quindi la tecnica analogica e pertanto sono detti “sintetizzatori analogici” e fanno parte di un periodo storico ben preciso, dalla metà degli anni '60 alla metà degli anni '70. Sono chiamati anche vintage o retro.

Nel corso degli anni il sintetizzatore si è evoluto, ed in seguito la tecnologia "Digitale" ha permesso di costruire dei “sintetizzatori digitali”, costituiti da circuiti discreti (non analogici), evolvendo così oltre al modo di costruzione anche il modo di utilizzarli. Anche i sintetizzatori digitali fanno parte di un periodo storico ben preciso, che va dai primi anni '80 fino ai giorni nostri.
Oggi è nata una nuova generazione, i “sintetizzatori virtuali”. Non sono altro che dei software per computer che, servendosi di una moderna scheda audio, simulano in tempo reale o differito il funzionamento di un sintetizzatore sia analogico che digitale. Logicamente però il suono di un sintetizzatore virtuale analogico non è veramente analogico, perché è creato nel dominio digitale, ma simula, imita il funzionamento di uno analogico. Raggiungere questo traguardo è stato possibile grazie alla crescita esponenziale della tecnologia che ha permesso di costruire computer sempre più potenti ad un prezzo sempre più basso.

Cos'è un VST-i

Il termine VST significa Virtual Studio Technology creato da Steinberg per il suo celebre Cubase VST.
Attraverso questa tecnologia il computer si trasforma in uno studio di registrazione con funzioni di mixer, effetti digitali, editing audio e ultimamente strumenti synth virtuali. Con questo sistema è possibile creare ed editare musica senza l'ausilio di terze parti hardware esterne, occorre soltanto un computer ed un sequencer VST come Cubase o LogicAudio. Di solito quando nelle specifiche di un software troviamo la scritta VST si evince che tale software sfrutta questa tecnologia e quindi rende possibile l'utilizzo di plug-in in formato VST. Questa tecnologia si appoggia al processore e quindi viene limitata proprio dalla sua potenza, più potente è il processore più Plug-In VST potremo utilizzare assieme. Lo scopo dei VST è quello di ricreare dei suoni o processarne la dinamica (riverbero, chorus, delay, limiter), cose che in passato richiedevano l’utilizzo di unità outboard cioè esterne al computer.

E’ naturalmente possibile quindi utilizzare i VST/i anche da unità esterne (prodotti SSL, Muse Receptor, SM Pro Audio V-Machines ed altri). 

Successivamente nasce una nuova generazione di plug-in VST 2.0 detti anche "instruments" (VSTi), ossia dei veri e propri strumenti MIDI come Batterie elettroniche e non, quindi synth, tastiere, pianoforti, e campionatori che possono essere caricati all'interno del programma Host e simulano l'uso di macchine esterne MIDI come Expander, campionatori, e tastiere. La cosa più interessante è che oggi possiamo inserire macchine virtuali all'interno del software di recording evitando quelle esterne finora indispensabili ed ingombranti. Tutto questo, come già detto, grava sul processore e sulla Ram.

L’interazione VSTi – Strumento musicale è affidata al protocollo MIDI.

VST è la tecnologia implementata da Steinberg per realizzare host e plugin per la creazione di processori di segnali audio (effetti e virtual instruments).
Dato che Steinberg trae beneficio dalla disponibilità di plugin, viene incoraggiato lo sviluppo di plugin di terze parti. Per far sì che tutti i plugin funzionino correttamente con le applicazioni host, è disponibile un SDK (Software Development Kit) con alcune istruzioni su come iniziare lo sviluppo di plugin e su come mantenerne la compatibilità.

Cos'è un Plug-In VST e Stand Alone

Tradotto letteralmente dall'inglese il termine "Plug-In", in italiano, significa  "attaccare", "collegare". Con questo termine, quindi, si identifica un inserimento "aggiuntivo" che incrementa nuove possibilità e/o potenzialità al software principale, detto "Host" o applicazione principale.
Alcuni Plug-In vengono anche venduti in formato "Stand Alone", cioé, possono essere utilizzati anche senza il possesso del programma Host che li ospita.
I Plug-in non vi sono solo nei software Audio, anzi, spesso anche nei software di Grafica e design utilizzano ed implementano Plug-in per aggiungere potenzialità al programma principale, di solito sviluppati da terze parti e non sempre dalla casa che ha sviluppato il software Host. Cioè la casa madre, rende pubbliche delle specifiche per l'implementazione di Plug-In, così che altre "ditte software" possano sviluppare Add-On (aggiornamenti o aggiunte) per il software proprietario e migliorarne le caratteristiche.
Nel campo Audio i primi Plug-In si sono visti con il famoso software ProTools di Digidesign, all'epoca solo per Mac, dopo arrivò l'ormai noto Cubase VST sempre Mac.  

Essenzialmente, un "Plug-In VST" è un puro processore audio, e non un'applicazione. E' un componente utilizzato all'interno di una'applicazione Host.
Può essere un processore di suono (un "effetto") oppure un virtual instrument (VSTi), ovvero un simulatore di uno strumento o un sintetizzatore musicale. Steinberg fornisce un SDK (Software Development Kit) in C++, anche se esistono traduzioni in altri linguaggi (es: in Delphi).
Dal punto di vista dell'applicazione host, un plugin VST è una "scatola nera" con un numero arbitrario di ingressi, uscite (MIDI o Audio) e parametri. L'applicazione host non deve conoscere i dettagli implementativi del plugin per poterlo usare. Il plugin può utilizzare qualsiasi parametro sia necessario per svolgere l'elaborazione ma, in funzione delle capacità dell'applicazione host, può permettere che i cambiamenti ad alcuni parametri possano essere automatizzati dall'applicazione host.
Il codice sorgente di un plugin VST è indipendente dalla piattaforma, ma l'installazione dipende dal sistema:
- Su Windows, un plugin VST è una DLL (Dynamic Link Library) multi-threading.
Ogni host può avere una sua specifica directory dove trovare i plugin (consultare il manuale utente dell'applicazione host utilizzata).
- Su Mac OS X, un plugin VST è un Bundle. E' necessario definire il nome del plugin nel file plist.info con la chiave CFBundleName.
- Su BeOS e SGI (MOTIF, UNIX), un plugin VST è una Shared Library.

Esistono diversi tipi di Plug-In ed i produttori di software indicano quindi con delle sigle (acronimi), le varie tipologie di tecnologie utilizzate all'interno dei loro programmi. Queste sigle ne distinguono, di conseguenza, i plug-in che utilizzano queste tecnologie. Le tipologie più diffuse sono: VST, DirectX, TDM, MAS, RTAS.  

Cos'è un Host VST

Tradotto letteralmente dall'inglese il termine to "Host" in italiano significa ospitare.
L' Host, messo a dispozione da aziende produttrici specializzate, in parole povere è un'applicazione che fornisce i flussi audio che vengono processati dal codice dei Plug-In VST. Nella maggior parte dei casi è un programma che simula via software uno studio di registrazione o parti di esso (es. Cubase).

Edirol Virtual Sound Canvas

Il VSC, Virtual Sound Canvas della Edirol, è un modulo sonoro (sintetizzatore software) in grado di fornire un completo set di suoni General MIDI 2 (GM2) e Roland GS da utilizzare direttamente su PC e Mac.
Il VSC-MP1 esiste in 3 differenti formati DirectX instrument (DXi), VST instrument,  e Stand-Alone.

In particolar modo, entrambe le versioni DXi e VST permettono di gestire l'intera collezione di suoni Virtual Sound Canvas in tempo reale tramite la tastiera di controllo, durante le operazioni di riproduzione e/o registrazione con software compatibili come Sonar o Cubase VST. Le versioni DXi e VST, garantiscono una bassa latenza nella trasmissione di dati MIDI tra computer e tastiera, eliminando fastidiosi ritardi in fase di esecuzione (installando i driver ASIO).
Inoltre mette a disposizione un'ampia selezione di suoni con 902 strumenti e 26 set di batteria.

Ndr: Il VSC non è altro che un emulatore software (VSC.dll), molto ben realizzato, ed è stato definito dalla maggioranza dei musicisti come lo standard per la riproduzione di basi musicali, nei vari formati midi. Tale software permette infatti di riprodurre le basi musicali con una qualità davvero eccezionale e pienamente conforme allo standard General Midi (GM) e General Midi 2 (GM2) di recente introduzione. Quando ho provato il software la prima cosa che ho notato, dopo averlo installato, è la semplicita della gestione dello stesso con il quale in pochi istanti di installazione, mi ha fatto trovare tutto pronto.

Quindi ho deciso di caricare un file midi.
Il risultato ottenuto mi ha lasciato molto sorpreso per la sua sonorità e timbrica. E' ovvio che il merito non è solo della VSC ma anche dalla la cura con cui sono stati realizzati i brani midi che vi si caricano.

Tra le note positive del software va anche segnalata la possibilità di esportare, le nostre basi in formato audio digitale, in modo da poterle trattare in maniera apporpriata con tutte le possibilità ed i vantaggi dati da tale formato.

In conclusione, in base alla dimensione del programma ed alla versatilità con cui si presta, dico (a mio parere) che i suoni sono davvero belli, e la faciltà d'uso nell'utilizzo come player è davvero ottima, in quanto esso ha un'interfaccia gradevole e modulare, che permette di modificare gli strumenti che eseguno la musica ed altri parametri come effetti e pan degli stessi in modo "LIVE" cioè anche mentre è in Play.

Qui di seguito riporto alcune immagini di come è stato strutturato il sintetizzatore:

Questo pannello è il punto in cui si "appoggiano" le varie sezioni di seguito riportate. Tramite questo pannello è possibile monitorare le tracce utilizzate, il livello di polifonia possibile e l'impegno della CPU del sistema host da parte della base suonata. Il carico sulla CPU può essere regolato dal utente tramite le pagine di setup del software, che sono molto complete.

Questa sezione della sound canvas, come è facile intuire, permette di mandare in play il brano selezionato, il quale verra presentato nel apposito display, inoltre sarà possibile variarne la velocità (cursore tempo) e l'intonazione (cursore key). Da qui è anche possibile accedere alla play list ed alla sezione di conversione della base in formato audio oltre a poter accedere al setup del programma.

In questa finestra "controller" (versione player) è possibile cambiare molti parametri dello strumento come ad esempio i suoni delle singole tracce, la posizione nel panorama stereofonico delle stesse ed eventuali volumi ed effetti. Oltre a ciò nella parte bassa della finestra è presente la possibilità di selezionare il protocollo midi, come il GS o il midi 2. Anche da questa sezione è possibile accedere alle impostazioni del programma tramite l'apposito tasto setup.
La finestra controller inoltre, consente di assegnare in modo semplice i Program Change, di regolare il Volume, il posizionamento stereo (Pan) e l'espressione per ogni Parte. Inoltre permette di gestire il livello ed il tipo di Reverbero, Chorus e Delay per ogni singolo suono.

Qui di seguito riporto anche la versione VST

NOTA IMPORTANTE:

Risulta che la versione StandAlone di VSC MP1 non è compatibile con Windows Vista, a meno che non si usi la versione VSTi o DXi.

Virtual Sound Canvas sito ufficiale.

Edirol Hyper Canvas

 

Con questo, Edirol presenta un sintetizzatore virtuale di eccellente qualità.
I 9 Drum Kit ed ai 256 Preset, la straordinaria qualità e gamma sonora dei preset GM2 rendono Hyper Canvas, la soluzione ideale per ogni genere musicale, dalla Tecno alla Polka. Hyper Canvas mette a disposizione fino a 128 voci di polifonia (quantità dipendente dalla velocità della CPU), sufficienti a gestire anche composizioni complesse. I suoni di HC sono caricati direttamente nella RAM del computer, quindi i cambi delle patch sono pressoché istantanei. Puoi salvare le tue variazioni in qualsiasi delle 512 locazioni di memoria "user" modificando i parametri Attack, Release, Filter Frequency e Resonance. I riverberi integrati offrono simulazioni realistiche di effetti ambientali aggiungendo realismo ed il chorus arricchisce il suono di ogni patch.
Hyper Canvas è compatibile con MacOS, Windows 2000 / XP Home e Professional / ME / 98 / 98SE. Tutte le versioni sono presenti nella stessa confezione consentendoti di cambiare sistema operativo o piattaforma hardware mantenendo sempre Hyper Canvas. Edirol Hyper Canvas il sito ufficiale.

Soluzioni: cambiare rullante ad Hyper Canvas

N.d.r.: L'HC presenta qualche lacuna sul rullante. Spesso caricando un altro suono di batteria tipo room set viene fuori sempre l effetto rullante "elec.snare" tipo un pad elettrico, ma si puo eliminare e mettere sempre lo stesso suono di rullante acustico " aco.snare".

Prendere una base midi e farla suonare così com'è da Hyper Canvas non sempre da i risultati aspettati.
Si può cambiare il rullante entrando nella traccia di batteria e spostando la nota assegnata al rullante (1 tono sotto).
Il primo problema potrebbe essere il midi che, se di tipo 0 te lo trovi tutto su unico canale. Se così fosse bisogna "dissolvere la parte" dal menu midi.
Con tracce separate, una volta identificata quella della batteria (che suona sempre su canale 10), si ha anche li una traccia unica contenente tutte le note/pezzi della batteria.
A questo punto, ci sono 2 modi per cambiare il pitch della nota che suona il rullante:
1) dissolvere la parte di batteria e trasporre quella del rullante;
2) Usare il list editor;

Conclusione: dissolvevo la parte completa midi, dissolvendo anche la singola traccia di batteria e abbassando il transponse tutto dovrebbe funzionare perfettamente

Altri Synth

Questi altri due software "sintetizzatori MIDI" che subito di seguito elenco, sono ottimi e funzionano egregiamente con VanBasco's Karaoke Player:

 

Altri synth software e player Midi/Mp3:

Qualche collegamento per conoscere più a fondo altri synth più professionali:

Novation V-Station


Edirol Super Quartet


Edirol Orchestral


Korg Legacy Collection


Ovviamente oltre a questi sopra citati ve ne sono tantissimi altri.
E' solo una questione di gusti e di prezzi...ovviamente.

 

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